
La
chirurgia con il laser ad eccimeri rappresenta attualmente la tecnica
più sofisticata per la correzione dei difetti refrattivi. Dopo oltre 15
anni di esperienza, questo tipo di laser consente di migliorare in
maniera significativa i problemi visivi correlati a: MIOPIA, IPERMETROPIA e ASTIGMATISMO .
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Il Centro Salus disponde di due laser ad eccimeri: a sinistra il Nidek EC-5000, a destra lo Schwind Esiris
Il laser ad eccimeri agisce modificando la curvatura della cornea,
di cui rimuove microscopiche frazioni, così da ottimizzare la messa a
fuoco delle immagini. Il tessuto viene asportato con altissima
precisione, impossibile alla mano dell'uomo, pari a 1/4 di micron (1/4
di millesimo di millimetro) ad ogni scansione. Tale accuratezza è
possibile grazie al controllo e alla guida del computer, che comanda il
laser stesso.
La chirurgia con il laser ad eccimeri comprende due tecniche principali:
- la PRK (Photo Refractive Keratectomy)
- la LASIK (Laser in Situ Keratomileusis).
Non c'è una unica procedura adatta per tutti i casi. La scelta della chirurgia si basa su molti fattori quali il difetto refrattivo, l'età, l'occupazione e lo stile di vita.
Come funziona il laser ad eccimeri?
Il
raggio laser vaporizza il tessuto corneale (non lo brucia, ne' lo
incide). La lunghezza d'onda del laser ad eccimeri è tale da
impedire al laser stesso di penetrare all'interno dell'occhio: non vi
sono pertanto rischi di alterare né tanto meno danneggiare le strutture
intraoculari (cristallino, retina, nervo ottico, ecc.).
Chi può essere sottoposto a chirurgia refrattiva?
In generale il candidato ideale ha una età superiore a 20 anni, con una refrazione stabile da almeno 1 anno.
Nei pazienti che soffrono di alcune malattie oculari (quale ad esempio il cheratocono) e nelle donne in gravidanza tale chirurgia non è mai indicata. Vi sono inoltre pazienti nei quali l'intervento può portare a risultati visivi non soddisfacenti. Per escludere questo rischio e per avere un quadro quanto più dettagliato possibile di tutti i parametri oculari, ogni paziente viene sottoposto prima della chirurgia ad una serie di esami che comprendono:
misurazione dell'acuità visiva in libero gioco ed in cicloplegia (con test rosso/verde) biomicroscopia del segmento anteriore tonometriamisurazione del diametro della pupilla (con pupillometro a raggi infrarossi)topografia corneale ed aberrometriapachimetria (ovvero misurazione dello spessore corneale)valutazione del film lacrimaleecobiometriamicroscopia confocale della corneaestesiometria
Qualora questi esami dimostrino la presenza di uno o più fattori di rischio per un risultato non ottimale, il paziente viene avvertito e, se il rischio è ritenuto eccessivo, l'intervento viene annullato.