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Il cheratocono è una patologia oculare non infiammatoria caratterizzata da uno sfiancamento progressivo della cornea, che assume una forma conica arrotondata. Gli anomali cambiamenti di curvatura della cornea inducono lo sviluppo di astigmatismo miopico, da cui può derivare un deficit visivo più o meno marcato.
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Fotografia di un occhio affetto da cheratocono. Si osserva l'opacizzazione centrale della cornea, esito dei processi cicatriziali che si verificano negli stadi avanzati della patologia.
 

Negli stadi precoci, il cheratocono determina un lieve annebbiamento visivo ed un'aumentata sensibilità alla luce. Questi sintomi spesso compaiono intorno ai 20 anni. La progressione non è prevedibile; in alcuni casi è estremamente lenta ed in altri è rapida. La patologia può inoltre arrestarsi ad un qualunque stadio di gravità, anche dopo che è progredita per 20 anni. Spesso entrambi gli occhi sono interessati.
 
 

Incidenza del cheratocono
L'incidenza, ovvero il numero di nuovi casi diagnosticati ogni anno, non è nota; stime attendibili riportano un dato di un caso ogni 2000 persone nella popolazione generale. L'età alla quale la diagnosi è posta di norma è intorno ai 20 anni.

Quali sono le cause del cheratocono?
Gli studi finora eseguiti indicano che il cheratocono può derivare da uno dei seguenti fattori:

  • Un'anomalia ereditaria della cornea. Circa il 7% dei pazienti affetti da cheratocono ha un'anamnesi familiare positiva per tale condizione.

  • Un trauma oculare, soprattutto uno sfregamento eccessivo degli occhi o l'utilizzo prolungato di lenti a contatto rigide.

Vi può essere inoltre un'asociazione con alcune patologie oculari, come la retinite pigmentosa, la retinopatia del pretermine e la cheratocongiuntivite primaverile, o sistemiche, come l'amaurosi congenita di Leber, la sindrome di Ehlers-Danlos, la sindrome di Down e l'osteogenesi imperfetta.


Come si fa diagnosi di cheratocono?
Nelle fasi precoci il mezzo più preciso per porre diagnosi di cheratocono è la topografia corneale (vedi figurain basso). Questo esame consente di valutare punto per punto la curvatura della superficie corneale ed è pertanto in grado di individuare con precisione le variazioni indotte dal cheratocono. Lo stesso esame è utile per seguire nel tempo l'evoluzione del quadro clinico.
L'assottigliamento della cornea è invece valutato con la pachimetria, esame in grado di stabilire lo spessore della cornea con una precisione di 1 micron.
Negli stadi più evoluti la diagnosi di cheratocono è più semplice e può essere fatta con il semplice esame alla lampada a fessura.


Quali sono le possibili terapie?
Negli stadi precoci, gli occhiali o le lenti a contatto morbide rappresentano una valida soluzione per correggere la miopia e l'astigmatismo tipici del cheratocono. Man mano che la patologia progredisce, la cornea si assottiglia e si deforma: in tal caso le lenti a contatto rigide gas permeabili forniscono un aiuto più efficace.
Nei casi più severi, i fenomeni cicatriziali che interessano la cornea (vedi foto in alto a destra) o l'estremo astigmatismo possono rendere necessario un trapianto di cornea. Se la cornea ha perso la propria  trasparenza, di norma si esegue una cheratoplastica perforante; se la trasparenza è ancora buona si può optare per una cheratoplastica lamellare.




Links utili (in lingua inglese):
National Keratoconus Foundation
Center for Keratoconus  

 

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