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Tanto la trabeculectomia quanto la sclerectomia profonda non sempre riescono a ridurre sufficientemente la pressione intraoculare; all'origine del fallimento di questi interventi nella maggior parte dei casi vi sono i processi cicatriziali, che impediscono la filtrazione dell'umore acqueo.
Tali processi cicatriziali si manifestano con forza maggiore in presenza di determinati fattori di rischio; se il chirurgo riconosce preoperatoriamente la presenza di uno o più di questi fattori di rischio, può ridurre l'intensità della reazione cicatriziale con farmaci specifici somministrati durante o dopo l'intervento: gli antimetaboliti. Nella maggior parte dei casi, questi sono in grado di ridurre la cicatrizzazione e consentono un adeguato controllo della pressione intraoculare. Talora, tuttavia, nonostante l'applicazione degli antimetaboliti la pressione rimane elevata. In tale evenienza la migliore alternativa è rappresentata dall'utilizzo degli impianti di drenaggio. Questi dispositivi, di cui esistono numerosi modelli, prevedono il deflusso dell'umore acqueo attraverso un piccolo tubo in silicone la cui estremità viene introdotta all'interno dell'occhio. L'estremità opposta del tubo in silicone si raccorda ad un guscio in materiale sintetico, il quale viene suturato alla parete esterna dell'occhio (figura sotto).

Baerveldt implant

L'impianto di Baerveldt viene posizionato tra due muscoli retti, di norma quello superiore e quello inferiore

Il guscio consente la creazione di uno spazio all'interno del quale l'umore acqueo può raccogliersi indipendentemente dai processi cicatriziali.

L'impianto di Baerveldt fa parte di questi dispositivi e rappresenta l'impianto di scelta nei più importanti centri di chirurgia oculistica a livello mondiale; numerosi studi hanno dimostrato che, rispetto agli altri impianti, esso offre importanti vantaggi in termini di sicurezza e di efficacia. Esso è costituito da un tubo di silicone (con diametro esterno di 0,6 mm ed interno di 0,3 mm) inserito su un guscio anch'esso di silicone. Il guscio è sottile (spessore di 1 mm) e flessibile ed è disponibile in due differenti misure (250 e 350 mm2).

L'intervento dura circa un'ora e viene eseguito in anestesia locale.

   
Dopo l'intervento il tubo dell'impianto di Baerveldt penetra in camera anteriore. Nella foto sopra lo si osserva in alto a destra.

L'umore acqueo drenato dall'impianto di Baerveldt si raccoglie sotto la congiuntiva, formando la cosiddetta bozza, che può essere visualizzata sollevando la palpebra superiore.

 

Indicazioni cliniche
Fallimento di precedente intervento antiglaucomatoso
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La persistenza di un'elevata pressione intraoculare dopo uno o più interventi per glaucoma (con o senza applicazione di antimetaboliti) rappresenta l'indicazione più comune all'utilizzo di un impianto di drenaggio.
Glaucomi afachici e pseudofachici
Gli occhi già sottoposti ad estrazione di cataratta (con o senza l'impianto di una lente artificiale) possono presentare reazioni cicatriziali eccessive, che in alcuni casi richiedono l'utilizzo di un impianto di drenaggio.
Glaucoma in occhi sottoposti a trapianto di cornea
Il controllo della pressione intraoculare in occhi sottoposti a trapianto di cornea può essere particolarmente difficile con la chirurgia tradizionale e richiedere l'utilizzo di un impianto di drenaggio.
Patologie vitreo-retiniche
Alcune malattie della retina possono essere complicate da un aumento della pressione intraoculare. In questi casi l'utilizzo di un impianto di drenaggio, eventualmente associato all'asportazione del vitreo (vitrectomia), può rappresentare l'unica procedura in grado di riportare la pressione entro valori fisiologici.
Glaucoma nevascolare
Il glaucoma neovascolare consegue alla proliferazione di vasi sanguigni anomali a livello dell'angolo irido-corneale. Questo corrisponde alla regione dove si realizza in condizioni fisiologiche il deflusso dell'umore acqueo: i vasi neoformati impediscono tale deflusso e causano un aumento della pressione considerevole. La chirurgia tradizionale ha scarsissime probabilità di successo in questi occhi. Gli impianti di drenaggio spesso rappresentano l'unica possibilità di preservare la visione residua attraverso il controllo della pressione intraoculare.
Glaucoma uveitico, glaucoma da emulsione di olio di silicone, glaucoma pediatrico.
Sono ulteriori forme di glaucoma in cui la trabeculectomia con o senza antimetaboliti spesso non è in grado di ridurre adeguatamente la pressione intraoculare; anche in questi casi gli impianti di drenaggio possono trovare un'indicazione appropriata.

Decorso postoperatorio
Le prime settimane dopo l'intervento.
L'impianto di Baerveldt non è provvisto di una valvola che controlli il deflusso dell'umore acqueo dall'occhio. Pertanto nei primi giorni dopo l'intervento, quando i processi cicatriziali sono ancora all'inizio e non vi è alcun ostacolo alla filtrazione lungo il tubo di silicone, vi potrebbe essere il rischio di un abbassamento eccessivo della pressione intraoculare. Questa complicanza può essere evitata con alcuni accorgimenti chirurgici (ad esempio: legatura del tubo con suture riassorbibili ed inserimento nel tubo stesso di una sutura che ostruisce temporaneamente il deflusso). Non è raro, di conseguenza, che nelle prime due o tre settimane dopo l'intervento la pressione intraoculare subisca delle fluttuazioni, più spesso tendenti verso valori elevati (oltre i 20 mm Hg). Una terapia medica adeguata è di norma in grado di controllare sia l'eventuale ipertono sia la possibile comparsa di dolore o fastidio all'occhio. In alcuni pazienti tuttavia, l'eccessivo abbassamento o innalzamento della pressione intraoculare può essere risolto soltanto con un secondo intervento chirurgico, anche pochi giorni dopo il posizionamento dell'impianto.
A lungo termine
Nella maggior parte dei pazienti l'impianto di Baerveldt consente di mantenere costantemente a valori fisiologici la pressione intraoculare, senza dover utilizzare colliri. L'instillazione di questi ultimi può comunque rendersi necessaria a distanza di tempo variabile dall'intervento. La necessità di controlli oculistici periodici resta quindi in tutti i casi.

 

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